Dopo 70 anni, la Teoria di Markowitz è ancora valida
Nel Marzo del 1952 il Journal of Finance pubblicò l’articolo intitolato “Portfolio selection”, scritto da Harry Markowitz, classe 1927, dottorando all’Università di Chicago, il pioniere della Moderna Teoria del Portafoglio (Modern portfolio theory), che segnò l’epoca ante e post Markowitz, rivoluzionando il modello di gestione dei portafogli d’investimento.
Harry era uno statistico e il casuale incontro con un professionista del mercato azionario americano lo spinse ad applicare i suoi modelli alla finanza, lavorando, ad esempio, sulla massimizzazione del rendimento a parità di rischio o, al contrario, sulla minimizzazione del rischio a parità di rendimento atteso.
La diversificazione degli investimenti alla base della gestione patrimoniale
La sua analisi dimostrò i vantaggi della Diversificazione degli investimenti e rivoluzionò il modo di pensare dei gestori finanziari, tanto da meritare il premio Nobel nel 1990.
Il concetto di Diversificazione era antichissimo, ma Markowitz fece un enorme passo in avanti, identificando il rischio con un numero, dimostrando che il rischio complessivo di un portafoglio non dipende dalla rischiosità dei singoli titoli, ma dalla loro relazione o, meglio, dalla loro correlazione, cioè dal movimento relativo di un titolo in funzione del movimento di un altro titolo.
La combinazione tra strumenti finanziari tra loro poco correlati, cioè che reagiscono in maniera opposta ad uno o più eventi di mercato, genera portafogli d’investimento meno rischiosi e quindi più resistenti nelle fasi di ribasso, più difensivi.
La sua analisi dimostrò i vantaggi della diversificazione degli investimenti e rivoluzionò il modo di pensare dei gestori finanziari, tanto da meritare il premio Nobel nel 1990.
Tale approccio è alla base del servizio di gestione patrimoniale, che combina varie linee d’investimento in un unico contratto, attuando un’elevata diversificazione geografica, settoriale e valutaria, a cui si aggiunge un efficientamento fiscale.
All’approccio professionale del Consulente finanziario, basato sull’analisi dei bisogni, si aggiunge ora l’evoluzione tecnologica, con i vantaggi dell’intelligenza artificiale, in grado di rendere più efficaci, più agevoli e meno costosi i supporti informatici per la gestione di portafoglio utilizzati da molti operatori finanziari, tra cui numerosi big internazionali del risparmio gestito.
Per approfondire: IA e consulenza finanziaria
In uno scenario macro economico perennemente incerto e con scenari molteplici, tra loro molto diversi, il vero rifugio non è in una classe di attivo, o in un’azione, o in una obbligazione, né tantomeno nel fai-da-te, ma nel più classico portafoglio bilanciato, ovvero nella Diversificazione non ingenua di Markowitz.



