Tappe per una pensione felice

E’ consuetudine, ogni volta che nello svolgimento della mia attività di Consulente finanziario, propongo all’attenzione del mio interlocutore il tema della pensione, che la risposta immediata si ispiri ai classici luoghi comuni.

Frasi tipo “non la prenderò mai” oppure “sarà una pensione da fame“, piuttosto che “mi dovranno mantenere” nascondono in verità l’incapacità di cominciare ad affrontare questo obiettivo di vita in maniera seria e decisa. Non è per caso che ho usato il termine obiettivo, e non problema, perché sono convinto che, preoccupandosene per tempo, con metodo e senza rinvii, si tratta in fondo di un obiettivo finanziario come un altro. E mi si conceda la battuta, nemmeno quello temporalmente più lontano….

Quando si affronta il tema della pensione l’aggettivo più utilizzato è : ineluttabile, che letteralmente significa: contro cui non si può lottare, imposto da una tragica e fatale necessità; inesorabile, inevitabile (cit. vocabolario Treccani).

L’italiano medio, sia esso giovane o meno, maschio o femmina, lavoratore dipendente o autonomo, benestante o meno, non conosce alcun approccio al tema e solitamente si abbandona ad un triste destino, o ancor peggio, si affida alla fortuna.

Basti ricordare i 110,54 miliardi di euro spesi dagli italiani in giocate d’azzardo nel 2019, il 3,5% in più rispetto al 2018 (dati da Il libro blu 2019 edito dall’Agenzia Dogane e Monopoli).

E allora che fare?

Ecco una breve mappa in 5 punti.

1 – Innanzitutto prendere la questione sul serio e abbandonare qualsiasi retropensiero.

2 – Affidarsi a chi ha le competenze e l’esperienza.

3 – Una corretta pianificazione previdenziale inizia dalla ricostruzione della carriera contributiva del soggetto, che va recuperata in tempi rapidi con l’ausilio dei supporti oggi messi a disposizione in rete.

4 – Prosegue con la stima di quali saranno le entrate finanziarie post lavorative, siano esse di natura pubblica (Inps o simili) o di natura privata (affitti, rendite, eredità). Sempre con l’aiuto del proprio Consulente si potrà così, nel caso, integrare l’eventuale entrata mancante attivando una o più forme di Previdenza Complementare che, oltre a beneficiare di sgravi fiscali immediati, sfruttando anche fonti contributive spesso non gestite (ad esempio il Trattamento di Fine Rapporto per i lavoratori dipendenti), permette di raggiungere, con una buona precisione, l’obiettivo di conseguire un livello di entrate economiche certe che soddisfi il tenore di vita desiderato in tarda età.

5 – Ultimo consiglio, ma non per questo meno importante, pretendere che il piano sia costantemente monitorato, almeno una volta l’anno, per dar corso ad eventuali aggiustamenti se necessari.

Solo così si potrà godere di una pensione felice!

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Pierlorenzo Bulgarini

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